“Compagno”. Ho visto una persona pronunciare questa parola, in risposta a una domanda innocua, e poi tacere. L'ho vista cambiare colore. Chi la conosce bene poteva leggere sul suo viso, in una manciata di micro-dettagli, un crollo interiore in piena regola. Mentre la pronunciava, si era accorta di quanto quella parola fosse inappropriata e falsa.
Fuori dalla canzone, ho dato un nome a quel momento: l'epifania del Sentimento Introverso. Studio questi argomenti da ventisei-ventisette anni, e un emergere così violento e inesorabile di questa funzione cognitiva non l'avevo mai visto. Era una voce che le diceva, senza appello: è tutta una bugia, ti abbiamo scoperta.
L'episodio reale si è svolto all'ora di pranzo, in un locale dai colori sgargianti. Scrivendo gli ho dato una patina più notturna e radical-chic (“La Grecia, il mare, Kavafis”), e gli ho dato anche le scale mobili, forse quelle della metro di Milano che allora frequentavo molto. E qui è successa una cosa curiosa. Da settimane tenevo in cantiere la frase “Le scale mobili sognano d'essere cascate”, senza sapere dove sarebbe andata a finire; appena ho cominciato a scrivere Compagno, quella metafora mi ha bussato su una spalla, ed è stato allora che ho visto davvero la protagonista, anche al di là della persona reale che l'aveva ispirata. Il resto del lavoro, nonostante la sua semplicità, ha preteso vari giorni.
Musicalmente volevo il contrario dell'Apocalisse Autotelica, che pure è nata nella stessa settimana. Mentre l'altro pezzo sta ancora sfumando, entra la chitarra acustica, da sola, quasi di soppiatto, e spinge l'ascoltatore nella voragine dei dubbi e delle rimozioni di lei. A cantare è Lumen, la voce femminile del gruppo – come ben sapete – ed è una voce che guarda dritto nelle paure e nelle sconfitte di quella donna, e le mette a nudo, fino a quasi rinfacciarle le “inaccettabili rese / già accettate” e quei sogni che non realizzerà mai. Alla fine, infatti, lei tornerà a casa, dal compagno-non-compagno, e tirerà avanti così. Stringendo i denti e tenendo il passo.